Il presidente della coop «Ragusa latte», Giovanni Schembari: «Vogliamo impegni concreti dagli industriali» Il prezzo del latte allarma i produttori «Le nostre aziende a rischio chiusura»

Le cooperative chiederanno di equiparare il prezzo all’accordo siglato in Lombardia pari a 40 centesimi al litro
Ragusa, Archivio

RAGUSA. La stipula del prezzo regionale del latte il primo passo da compiere. Il 22 gennaio, a Catania, confronto tra gli industriali del latte e le cooperative ragusane Progetto natura, Ragusa Latte, Caisa, Sant’Isidoro e Coperlat. In quella sede le cooperative chiederanno di equiparare il prezzo all’accordo siglato in Lombardia pari a 40 centesimi al litro. E di sottoscrivere accordi ben precisi circa le modalità di pagamento delle fatture. Un litro di latte alla stalla ha un costo medio, tra spese di gestione e costo delle materie prime, di 40 centesimi. Il prezzo pagato agli allevatori, di contro, in un mercato libero, oscilla tra i 37 e 37,50. «Pertanto - si interroga Giovanni Schembari, presidente della Coop Ragusa Latte - come si può produrre a 40 per vendere a 37, cioè a 3 centesimi al di sotto dei costi vivi con il mangime che, per la prima volta, ha superato il prezzo del latte?». Tra le cooperative ragusane serpeggia grande preoccupazione per una vertenza che rischia di esasperare ulteriormente gli animi. «L’articolo 62 - aggiunge Schembari - che ha fissato dei parametri ben precisi sulle modalità di pagamento dei prodotti agroalimentari e su quelli deperibili, massimo 30 giorni dall'emissione dell fattura, non ha di fatto regolamentato il pregresso. Su questo punto vogliamo degli impegni ben precisi da parte degli industriali altrimenti rischiamo di chiudere anzitempo. La nostra cooperativa, ad esempio, ha un pregresso da recuperare di ben 2 milioni di euro». Il presidente della Coop Ragusa latte aggiunge: «Le organizzazioni agricole sono distanti dalla realtà e dalle grandi difficoltà che stanno vivendo le imprese zootecniche ragusane». «Le aziende continuano a non avere un reddito certo – spiega Salvatore Cascone, direttore della Coop Progetto Natura - un ristoro economico, che possa, almeno, in questo momento di difficoltà coprire le spese di gestione. Le cooperative, di contro, hanno difficoltà a pagare in maniera puntuale la fornitura del latte agli allevatori. È lungo l’elenco dei problemi che pesano come macigni sulla zootecnia tanto da spingerla sul fondo di una crisi senza precedenti».

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