Accessi inibiti al mare di Montalbano: scattano 69 denunce

Operazione avviata dai militari dell’Arma di Ragusa, sotto le direttive del Procuratore capo, Carmelo Petralia
Ragusa, Archivio

SANTA CROCE CAMERINA. Prime risposte dello Stato al grido d’allame lanciato la scorsa estate per presunti abusi edilizi sulla costa santacrocese. I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Ragusa, sotto le direttive del procuratore capo Carmelo Petralia, hanno denunciato in stato di libertà 69 persone. Si tratta della prima parte dell’inchiesta scattata col il sopralluogo condotto sul litorale lo scorso 26 agosto, che aveva impegnato decine di militari, due natanti ed un elicottero.

Un primo rapporto dell’indagine era già stato redatto e depositato in Procura dai militari della motovedetta di Pozzallo che già lo stesso giorno avevano sanzionato in via amministrativa quindici persone per aver parcheggiato sul demanio marittimo, per un importo superiore ai tremila euro. La Guardia costiera aveva anche denunciato due persone per aver installato su area demaniale una pedana e un gazebo. Nei mesi successivi l’intervento, i militari del Nucleo operativo e radiomobile di Ragusa hanno approfondito gli accertamenti. Mentre la cartellonistica sulle spiagge e le boe in mare erano risultate tutte regolari, illeciti sono stati ritenuti i blocchi delle vie d’accesso all’arenile, che la legge vuole siano libere e sgombre da qualsiasi impedimento.

Su alcuni accessi, sei in particolare, invece, erano state arbitrariamente poste opere, anche murarie, finalizzate a impedire ai turisti, e agli utenti della battigia in genere, l’accesso alla spiaggia, costringendoli a fare lunghi giri per trovare un accesso aperto. La legge prevede la sanzione amministrativa di 206 euro e la rimozione forzata per chi temporaneamente blocca l’accesso (ad esempio le auto dei turisti parcheggiate o i mezzi dei venditori ambulanti), mentre prevede che sia reato chiudere tali accessi al demanio marittimo, contravvenzione penale punita con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a 516 euro. Dei sei accessi trovati bloccati da manufatti permanenti (inclusi anche quelli apparentemente temporanei come una catena, ad esempio), situati tra le località di Caucana e Punta Braccetto, sono stati individuati e identificati i proprietari.

Queste persone, complessivamente sessantasei sono state deferite in stato di libertà per il reato di «abusiva occupazione di spazio demaniale e inosservanza di limiti alla proprietà privata». Nel corso delle attività d’indagine, sono state denunciate anche altre tre persone, due comisani con seconda casa a Caucana per abuso edilizio aggravato dalla presenza di vincoli ed un artigiano di Vittoria che aveva violato i sigilli del contatore dell’acqua del servizio idrico pubblico.

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