Aeroscalo, dubbi sulla data di avvio Mancano ancora mezzi e personale

Il presidente Soaco: «Stiamo lavorando, i tempi possono essere rispettati»

COMISO. Mancano cento giorni all'apertura dell'aeroporto di Comiso. Forse troppo pochi per riuscire a centrare l'obiettivo. È una corsa contro il tempo per riuscire ad aprire lo scalo. Prosegue il lavoro per la certificazione di Soaco, ma, nello stesso tempo, si attende di passare alla fase operativa: i contratti con le compagnie aeree, l'avvio delle attività del cosidetto "handling" (cioè la gestione dei servizi a terra per i passeggeri, carico e scarico merce, assistenza e rifornimento del velivolo). A cento giorni dall'apertura mancano il personale ed i mezzi da utilizzare nello scalo, non ci sono i contratti con le compagnie aeree. Si comincia a temere che la data di aprile, fissata dalla convenzione stipulata il 6 novembre, possa arrivare invano e non si riesca a far decollare gli aerei da Comiso. I controllori di volo potrebbero arrivare e non trovare nulla di pronto. «Stiamo lavorando - spiega il presidente di Soaco, Rosario Dibennardo - ma non sarei pessimista. I tempi possono essere rispettati. Affideremo i servizi di handling con un bando, tutte le attività nello scalo saranno esternalizzate. La società che si aggiudicherà il bando porterà anche tutto il materiale necessario». Ma ci sono i tempi per tutto questo? «Soaco ha già predisposto il bando, che sarà approvato tra Natale e Capodanno. Se l'Enac ci dà il via libera, potremo pubblicarlo subito. Poi ci sono i contratti con le compagnie. Di certo, il momento particolare della Sac, la mancanza di una governance certa, ha frenato tutto. Il 21 dicembre si terrà l'assemblea dei soci e tutti noi speriamo che Sac abbia finalmente una guida certa e definitiva e che si possa fare quanto necessario per Comiso. Alcune figure più specialistiche arriverebbero da Catania e, almeno in una prima fase, potremmo sfruttare la grande esperienza del nostro socio privato». Altra incognita, quella legata alle modalità di gestione ed al servizio Enav che a Comiso sarà pagato dalla regione. È l'unico aeroporto in Italia che parte con queste modalità, certo penalizzanti. Il recente bando per l'aeroporto di Forlì, ad esempio, non prevede che lo scalo romagnolo (uno tra quelli a rischio chiusura per il basso numero di passeggeri), debba pagare i controllori di volo. Accade solo a Comiso. Una penalità che il Magliocco potrebbe pagare a caro prezzo. Che lo lascerebbe fuori dal "mercato", con condizioni che non potrebbero incentivare le compagnie aeree.

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