Università, futuro sempre a rischio «Il commissario firmi la transazione»

Italia dei valori punta l’indice sulla provincia e chiede a Scarso di siglare al più presto l’intesa con Catania
Ragusa, Archivio

RAGUSA. Secondo Paolo Pavia, responsabile del Dipartimento Ricerca ed Università di Idv, bisogna firmare subito l’accordo con Catania. “Abbiamo assistito in queste settimane, da parte di Consorzio universitario e commissari – dice Pavia in una nota - a un (apparentemente) incomprensibile rimpallo di ragioni, più o meno motivate, alla base della mancata firma dell’accordo transattivo che permetterà la stabilizzazione di una presenza universitaria a Ragusa. In particolare, il Commissario straordinario alla Provincia, nonostante tenti di rassicurare l’opinione pubblica sull’esito certamente positivo di un’auspicata trattativa con l’Ateneo, di fatto aspetta che i suoi tecnici definiscano una controproposta da sottoporre all’Università di Catania, formulata sulla base di varie motivazioni di ordine giuridico-economico-finanziario. Riteniamo di poter affermare, concludenti dati e documenti alla mano, che quanto sta avvenendo rischia di vanificare ogni aspettativa di studenti, famiglie, docenti e lavoratori, operatori economici e semplici cittadini che non vogliono perdere ciò che resta dopo oltre un quindicennio di impegno, non solo economico, per radicare a Ragusa la presenza dell’università”. Pavia aggiunge: “Posto che le convenzioni del 2010 sono pressoché identiche a Ragusa e Siracusa e posto che le proposte di transazione sul debito pregresso e futuro formulate dall’Università di Catania a Ragusa e Siracusa sono analoghe nei contenuti e differiscono soltanto per l’aspetto finanziario e per il fatto che a Ragusa, oltre alla Provincia, sono parti contraenti anche il Comune e il Consorzio, vorremmo che il Commissario Scarso spiegasse all’opinione pubblica per quale motivo a Siracusa, che ha firmato l’accordo transattivo lo scorso 30 ottobre, non esistono tutti quei problemi e perplessità di natura giuridica, contabile e finanziaria che invece vengono addotti quali ostacoli da superare per la firma immediata dell’accordo transattivo ragusano”. Pavia conclude: “Forse la contabilità pubblica è diversa a Siracusa, rispetto a Ragusa? Forse gli amministratori siracusani sono meno attenti di quelli ragusani? Non è forse vero che il Consiglio provinciale, prima di esaurire il proprio mandato, aveva deliberato di stanziare le somme necessarie alla copertura degli impegni con l’Università di Catania? Non sembra al Commissario che l’ulteriore disponibilità dell’Ateneo a rateizzare in 15 anni anziché 10 possa metterlo in condizione di programmare con tranquillità, anche per il futuro, l’impegno di bilancio? Il comune buonsenso non permette di comprendere quanto sta avvenendo ma, come si dice, a pensar male…si fa peccato, ma si azzecca sempre”.

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