Riunione di Consiglio a Modica, i debiti "tengono banco"

L’aula chiamata ad assumere una decisione fortemente importante per l’ente che si trova sul ciglio del baratro economico
Ragusa, Archivio

MODICA. Sarà una giornata probabilmente campale quella di mercoledì per la città di Modica. E’ stata convocata una riunione del consiglio comunale che ha tutte le prerogative dell’out out: dentro o fuori.
La civica assise è, infatti, chiamata ad assumere una decisione fortemente importante per l’ente che si trova sul ciglio del baratro economico. Già giovedì scorso sulla situazione economica di Palazzo San Domenico si era riunita la conferenza dei capigruppo. Il debito pare si barcameni tra i sessanta e i settanta milioni di euro.

Tutto è scaturito dai bilanci controllati dalla Corte dei Conti che ha immediatamente, dopo la visione, convocati dirigente e amministratori. Funzionari e assessore Giuseppe Sammito sono stati in audizione per essere resi edotti dei limiti in cui il comune si trova. Sono due le ipotesi che si potranno percorrere: un atto con cui l’amministrazione comunale s’impegna a rispettare un cosiddetto protocollo di risanamento o se si vuole di rientro dai debiti in un quinquennio o il dissesto economico. La procedura che la conferenza dei capigruppo ha deciso di seguire è la seconda.

C’è da superare, però, lo scoglio del consiglio comunale. La minoranza sarà disposta ad approvare l’atto o deciderà per il dissesto che molti si augurano e molti altri non auspicano? Se il consiglio comunale domani sera approverà il documento si aprirà uno spiraglio per l’ente e per tutto ciò che gira attorno ad esso. Ieri sera il sindaco, Antonello Buscema, ha convocato una riunione della giunta municipale per stilare il documento da sottoporre alla civica assise domani sera.

Nella sostanza la Corte dei Conti chiede un “impegno” formale dall’esecutivo cittadino attraverso il quale il Comune dovrà impegnarsi a rientrare dal pesante deficit con un piano ben delineato, preciso, concreto e veritiero in un momento in cui i tagli statali e regionali sono diventati un’affilata ascia. In esso dovranno essere esplicitati i termini in cui l’ente cercherà di recuperare(tasse, riduzioni, vendita di immobili). Di positivo, in questo contesto, ci sarebbe il blocco dei decreti ingiuntivi che oggi rappresentano una parte significativa per l’amministrazione comunale giacchè, a seguito dell’emissione di tali provvedimenti. spesso viene nominato un commissario ad acta che “non è controllabile” in quanto quando si presenta a Palazzo San Domenico incassa il dovuto alla presenza di liquidità, chiede il proprio onorario, che non è indifferente e va via.

Il Comune avrebbe anche la possibilità di accedere ad un fondo di rotazione(ma qualche capogruppo pare abbia espresso dissenso su questo)attraverso il quale lo Stato assegna una quota di cento euro a persona l’anno(dunque circa cinquemilioni di euro)che, l’ente, deve però restituire a rate. In questo caso, però, subentrerebbero altri fattori, come il picco alto delle tasse comunali e si potrebbe mettere mano anche alla pianta organica, in particolare ne potrebbero pagare conseguente i lavorato dell’indotto.

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