Tagli agli ecobonus, mercato di Vittoria a rischio

Si trattava di incentivi economici che venivano assegnati alle ditte di autotrasporti che utilizzavano le cosiddette “autostrade del mare”

VITTORIA. Tempi duri per il comparto degli autotrasportatori in particolare per quelli iblei che dal più grosso mercato del meridione, quello di Vittoria, fanno partire notevoli quantità di prodotti ortofrutticoli. Un duro colpo, che sta mettendo in ginocchio centinaia di imprese, è stato dato dal blocco da parte della Commissione Europea dei cosiddetti ecobonus.
Si trattava di incentivi economici che venivano assegnati alle ditte di autotrasporti che utilizzavano le cosiddette “autostrade del mare”. La maggior parte delle imprese che ne hanno beneficiato erano siciliane. La Commissione Europea però qualche mese fa ha bloccato gli incentivi classificandoli come “aiuti di Stato” e la mancata erogazione di questi ecobonus ha assestato un duro colpo al settore dell’autotrasporto. “L’ecobonus – spiega Giovanni Raniolo, titolare di una delle più importanti imprese di trasporti del Ragusano - non era un regalo, semmai un rimborso per i maggiori costi sostenuti utilizzando le navi, le cosiddette “autostrade del mare”, piuttosto che viaggiare su strada.  Negli anni passati questa strategia ha ridotto sicuramente l’inquinamento ed alleggerito il traffico sulle strade, adesso tutto questo è a sole spese degli autotrasportatori.  Voglio sottolineare che era già legge dello Stato dare tale incentivo anche per gli anni 2010 e 2011, adesso la Commissione Europea ha deciso che non devono essere più concessi perché sono  considerati aiuti di stato, solo che noi intanto i maggiori costi per le navi li abbiamo già sostenuti (il costo d’imbarco su queste navi, lo ricordo, è parecchio più alto rispetto a viaggiare su strada)”.
Ma per gli autotrasportatori, che comunque continuano ad investire nella filiera dell’intermodalità, i problemi non sono solo questi. “Le principali questioni che il comparto dell’autotrasporto sta vivendo sono tantissime – prosegue Raniolo -  solo per citarne alcune posso ricordare il prezzo del gasolio,  il grande gap che c’è in termini di tempo, fra incassi e pagamenti. L’autotrasportatore, infatti, è obbligato a pagare i principali fornitori di gasolio, autostrade, traghetti, e quant’altro occorre su strada, con la massima puntualità e al massimo dopo 30 giorni, altrimenti vengono sospesi i servizi. Mentre gli incassi si allungano sempre di più,  i clienti fanno sempre più fatica a pagare per colpa della crisi.  E poi ancora la restrizione al credito: per le banche il settore dell’autotrasporto è a rischio quindi preferiscono non averci a che fare. Infine la viabilità, questo soprattutto nella nostra amata isola. Concludo sottolineando che la provincia di Ragusa è una delle pochissime provincie d’Italia che non ha un solo km di autostrada”.

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