Cercasi stipendio: a Scicli si riaccende la lotta dei comunali

I lavoratori: «Così non possiamo più andare avanti, tutti i nostri conti sono in rosso e non vediamo soluzioni»
Ragusa, Archivio

SCICLI. Ricomincia la lotta dei dipendenti comunali di Scicli, cittadina iblea da dove è partita, nei primi giorni di questo mese l'azione di protesta contro i tagli ai trasferimenti di Stato e Regione che hanno ridotto gli enti quasi sul lastrico. E quello sciclitano è uno di questi. Ieri pomeriggio i dipendenti hanno avviato il secondo atto di una vertenza che è iniziata da piazza Municipio quando i sindacati confederali della funzione pubblica di Cgil, Cisl ed Uil hanno attratto su di loro i riflettori. Stamane un folto gruppo di dipendenti comunali consegnerà i certificati elettorali al sindaco Franco Susino. Un gesto disperato che la dice lunga sullo stato di malessere dei lavoratori. Due mesi senza stipendi, quelli di agosto e settembre e quello di ottobre, che sta andando a maturare. «Non possiamo più andare avanti - dice uno dei lavoratori - tutti i nostri conti sono in rosso e non troviamo strade che ci vengono incontro. Ecco perché abbiamo deciso di percorrere la strada estrema, quella di consegnare le nostre schede elettorali al sindaco. Perché dovremmo andare a votare? Non c'è motivo; non siamo riusciti ad ottenere nulla. Il sindaco è andato a Palermo, ha parlato con l'assessore regionale al bilancio Armao e non ha cavato un ragno dal buco. E' venuto con una promessa di un accredito di poche centinaia di euro che non serviranno neanche a pagare mezzo stipendio. Noi di soluzioni non ne abbiamo. Abbiamo solo quello della protesta contro la classe politica. Non andremo a votare. Anzi da ieri siamo in stato di agitazione - conclude il lavoratore -, e oggi ci riuniremo presso l'aula consiliare e consegneremo le schede elettorali. A votare ci vada chi vuole. Noi di sicuro non ci andremo. Non abbiamo nulla nei confronti del sindaco Susino; abbiamo capito che sta facendo di tutto per trovare soluzioni». E' chiaro che, oramai, i tempi sono pesanti: la crisi nazionale e regionale si sta riverberando nelle periferie e appare irrimandabile che vengano assunte decisioni anche dolorose. E questo, purtroppo, spetta alla giunta Susino.

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