Scicli, aumentano anche le tasse sugli asili

Per superare la crisi finanziaria l’amministrazione rivede le tariffe di alcuni servizi. Pronto un piano di alienazione per gli edifici
Ragusa, Archivio

SCICLI. Alienazione di alcuni immobili di proprietà e rivisitazione delle tariffe per servizi comunali. Sono le due strade intraprese dall'Amministrazione di Scicli per superare la grave situazione finanziaria dell'ente legata alla mancanza di liquidità in cassa. E mentre per i primi è stato dato mandato agli uffici di portare avanti le indicazioni già date, nella primavera scorsa, dall'ex commissario straordinario Margherita Rizza - che aveva individuato la strada dell'alienazione come percorso utile per superare le difficoltà di cassa -, per la seconda operazione la giunta ha approvato due specifici atti deliberativi con i quali vengono determinate le tariffe per il 2012 con decorrenza 1° ottobre, e viene fissato il canone per l'occupazione di aree e spazi pubbici (Cosap). Atti deliberativi divenuti subito oggetto di contestazione nei punti riguardanti l'aumento delle rette per gli asili nido che hanno subito un aumento esponenziale non indifferente. Genitori sul piede di guerra nella mattinata di venerdì si sono portati presso la sede dell'ufficio scolastico di corso Mazzini manifestando tutto il loro malcontento su aumenti tariffari da fare rizzare i capelli. Nel pomeriggio, poi, alcune mamme hanno avuto un incontro con il vice sindaco Pino Adamo e l'assessore alle politiche scolastiche Nichetta Celestre. «Si provvederà nella prossima riunione deliberativa alla revisione della delibera sulle tariffe dei servizi a domanda individuale, relativa agli asili nido e al ticket di ingresso nella stanza di Montalbano - spiega in una nota l'Amministrazione comunale - dopo un confronto, indetto per le prossime ore, con la maggioranza consiliare». Proteste da ogni parte. Il consigliere comunale del Pd, Gianpaolo Aquilino è caustico: «Non è possibile né corretto cambiare in corsa le regole del gioco e per questo motivo chiedo la revoca e il ripristino della situazione precedente - dice - in virtù del fatto che questi aumenti risultano essere insufficienti per il mantenimento degli asili stessi, non rappresentano una soluzione alla situazione debitoria dell'ente e creano forti disagi e preoccupazioni alle famiglie ed alle fasce sociali più deboli. Piuttosto che procedere a manovre palliative sarebbe opportuno rivedere la spesa corrente del Comune, a partire dal costo del servizio rifiuti e da tutte le altre voci che gravano sulla situazione economica comunale». E nel piano di vendita di alcuni immobili rientrano edifici che l'ente non utilizza al massimo: dall'ex macello sulla provinciale per la Fiumara alle vecchie scuole di Caselunghe di contrada Pagliarelle, ad un «basso» di piazza Carmine, al cine-teatro Italia che il Comune acquistò da privati quindici anni fa ristrutturandolo per renderlo funzionante come lo è oggi. Per l'alienazione degli immobili c'è già un regolamento approvato in Consiglio comunale.

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