Forestali iblei in agitazione

La vertenza riguarda complessivamente 1.800 persone di cui 400 nell’antincendio. «Vogliamo risposte precise»
Ragusa, Archivio

RAGUSA. In stato di agitazione i forestali della provincia di Ragusa che ieri mattina hanno iniziato un sit-in in via Ducezio, dove c’è la sede dell’Azienda Foreste Demaniali. I forestali chiedono tre cose: «Il rispetto di accordi siglati e non rispetatti, la dignità al nostro lavoro spacciato per inutile ed assistenziale, la stabilizzazione perchè siamo i precari più antichi d’Italia».
Hanno detto che faranno il sit-in ad oltranza anche perchè ad oggi hanno percepito lo stipendio di giugno e di luglio. «Anche sbagliato - dice Giorgio Antoci - Ma il problema più geave è che stiamo tornando indietro di qualche anno. C’era un accordo del 2009 che prevedeva l’aumento delle giornate fino ad arrivare al numero di 151. Cosa che non sta avvenendo anche perchè già a qualche collega è arrivata la sospensione».
Ma i forestali, che sono quasi 400 che si occupano di antincendio, ed oltre 1400 che si occupano di azienda, vogliono andare avanti per tutelare i loro diritti. «Siamo colloro i quali tutelano e proteggono il territorio nel quale vivono, assicurando il verde e proteggendolo dalle calamità». Gianni Paino è un fiume in piena: «Non è possibile tornare indietro. Lo scorso anno ci hanno fatto lavorare 151 giornate, oggi ci dicono che non ne possiamo fare più di 101». Ma ieri i dirigenti provinciali, Antonio De Marco dell’Azienda Foreste Demaniali, e Giuseppe Di Martino, dell’Ispettorato Forestale, non hanno dato notizie positive e neanche si erano avvicianti fino al tardo pomeriggio nel luogo del sit-in.

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